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Dizionario demografico multilingue (seconda edizione armonizzata, volume italiano)

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Da Demopædia.


Limiti di responsabilità : Le definizioni contenute nel Dizionario sono largamente condivise tra gli studiosi di demografia e non impegnano in alcun modo la responsabilità delle Nazioni Unite.

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Introduzione a Demopædia
Istruzioni per l'uso
Prefazione
Avvertenza alla versione stampata
Indice
Capitoli : 1. Generalità (indice del primo capitolo, sezioni : 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16)
2. Elaborazione delle statistiche demografiche (indice del secondo capitolo, sezioni : 20, 21, 22, 23)
3. Stato della popolazione (indice del terzo capitolo, sezioni : 30,31, 32 | 33 | 34 | 35)
4. Mortalità e morbosità (indice del quarto capitolo, sezioni : 40, 41, 42, 43)
5. Nuzialità (indice del quinto capitolo, sezioni : 50 | 51 | 52)
6. Fecondità e fertilità (indice del sesto capitolo, sezioni : 60, 61, 62, 63)
7. Movimento generale della popolazione e riproduttività (indice del settimo capitolo, sezioni : 70, 71, 72, 73)
8. Migrazioni (indice dell'ottavo capitolo, sezioni : 80, 81)
9. Demografia e problemi economico-sociali indice del nono capitolo, sezioni : 90, 91, 92, 93)



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350

Si fa, in generale, distinzione fra popolazione attiva 1 o popolazione economicamente attiva 1, e popolazione non attiva 2, o popolazione economicamente non attiva 2. La popolazione attiva include di norma coloro che esercitano un’attività professionale; considerando quindi, non solo coloro che svolgono una attività lucrativa 3, ma anche coloro i quali non percepiscono regolare remunerazione, in particolare i coadiuvanti famigliari (353-5) non remunerati. Al contrario ne vanno escluse generalmente le casalinghe 4, o donne attendenti alle cure domestiche 4 la cui attività non viene considerata come avente un carattere professionale. Dal punto di vista economico la popolazione non attiva, costituita da tutti gli individui non compresi nella popolazione attiva, viene spesso considerata come una popolazione a carico 5 della prima (cfr. § 359-). Si può chiamare quoziente di attività 6, o tasso di attività 6, di un certo gruppo la frazione del medesimo appartenente alla popolazione attiva.

  • 1. L’espressione manodopera ricopre lo stesso significato. L’espressione forza lavoro non deve essere utilizzata come sinonimo di manodopera.
    Attivo, agg. ff. s.m. : membro della popolazione attiva - attività, s.f.
  • 2. Non attivo, inattivo, agg. ff. s.m. : membro della popolazione non attiva.
  • 6. Sarebbe preferibile (cf. § 133-) chiamare questo indicatore proporzione di attivi.

351

Si usa distinguere la popolazione in condizione professionale 1 in occupati 2 e disoccupati 3. Tra i disoccupati sono generalmente compresi solo gli individui sprovvisti di impiego che sono effettivamente in cerca di occupazione 4. Tra di essi possono essere distinti coloro che non hanno mai avuto un lavoro o che sono in cerca di lavoro per la prima volta 11. E’ indicata come riserva di manodopera 10 quel gruppo di persone che, senza essere registrate, sono privatamente alla ricerca di lavoro così come quelli che attualmente non svolgono né cercano un lavoro, ma potrebbero essere motivati da buone offerte di lavoro. L’insieme degli occupati costituisce la popolazione attiva occupata 5. La popolazione attiva (350-1) può comprendere una proporzione non trascurabile di individui che, in ragione della situazione economica attraversata dal Paese o caratteristica dell’epoca, svolgono un’attività ridotta; si parla in tal caso di sottoccupazione 6. Un occupato marginale 7 è nella maggior parte dei casi classificato tra la popolazione non attiva (350-2), poiché esercita un’attività economica solo occasionalmente. Il tasso di occupazione 8 è il rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento. Le persone inattive 9 o gli inattivi 9 sono coloro i quali che non esercitano né cercano un’attività professionale.

  • 2. L’analisi dell’occupazione si realizza ugualmente attraverso le statistiche delle richieste di lavoro presentate dai disoccupati, e delle offerte provenienti dai datori di lavoro.
  • 3. Disoccupato, s.m. - disoccupazione, s.m.

352

In senso proprio, si intende per classificazione professionale 1 della popolazione una ripartizione (144-4) della stessa secondo le professioni 2, o attività individuali 2, esercitate dai suoi componenti. Tuttavia, l’espessione è stata a lungo utilizzata per indicare delle ripartizioni in rami di attività economica (357-1). Recentemente l’espressione gruppo professionale 3 non designa più un insieme di persone occupate nello stesso ramo di attività (cfr. 357-1), ma un insieme di persone che esercitano professioni affini.

  • 2. Il termine mestiere si applica di preferenza alle professioni manuali (cfr. 354-2).

353

Alla classificazione per professioni (352-2) della popolazione attiva (350-1), viene spesso associata una classificazione secondo la posizione nella professione 1 dei suoi membri. Da questo punto di vista, si usa distinguere, tra gli occupati (351-2): i datori di lavoro 2; i dipendenti 3, assunti dai precedenti; i lavoratori in proprio 4; ed i coadiuvanti famigliari 5.
Questi ultimi sono membri della famiglia di un lavoratore in proprio che prestano lavoro senza il corrispettivo di una prefissata retribuzione contrattuale.
Per lavoratori indipendenti si intendono quegli individui che lavorano in proprio senza assumere dipendenti nel senso proprio del termine, ma che si avvalgono eventualmente dell’aiuto di coadiuvanti famigliari.
Combinando diversi criteri quali la {{NonRefTerm|professione individuale (352-2), la posizione nella professione ed il ramo di attività economica (cfr.357-1), si possono definire delle categorie socio-professionali 6 che permettono di classificare l’insieme degli individui attivi (350-1*) ed inattivi (350-2*) che costituiscono la popolazione.

  • 1. L’espressione situazione professionale, spesso utilizzata in tal senso, è da evitare perché ambigua.

354

Tra i dipendenti (353-3), si distinguono talvolta i lavoratori a domicilio 1, essi possono eventualmente lavorare per conto di diversi datori di lavoro (353-2). Il personale esecutivo delle imprese (357-2*) è spesso ripartito in due categorie: gli operai 2, che sono lavoratori manuali 2, e gli impiegati 3, che sono lavoratori non manuali 3. Secondo la qualifica professionale 4, gli operai possono essere ripartiti in operai specializzati 5, operai qualificati 6, ed operai non qualificati 7. Gli apprendisti 8 sono generalmente compresi nella popolazione attiva (350-1) quando partecipano alla produzione, ma non quando acquisiscono la propria formazione professionale in speciali stabilimenti.

  • 2. L’espressione personale esecutivo permette di inglobare gli operai e gli impiegati sotto una denominazione unica.
  • 7. Si distinguono, nell’industria, i manovali specializzati od operai comuni, dai manovali comuni, spesso chiamati semplicemente manovali.

355

In seno alle aziende (357-2) la categoria dei quadri si suddivide in quadri superiori 1, con mansioni prettamente direttive, e funzionari 2 ed impiegati 2 con funzioni esecutive, questi ultimi infine possono essere sotto la supervisione di capi reparto 3 . Le qualifiche funzionali possono essere distinte (per esempio in Italia) in funzioni direttive 7 (ottava e nona qualifica funzionale), funzioni di concetto 6 (sesta e settima qualifica funzionale), funzioni esecutive 6 (quarta e quinta qualifica funzionale) e funzioni ausiliarie 5 (prima, seconda e terza qualifica funzionale).

  • 1. Che comprendono dirigenti, ingegneri e capo-servizio.

356

In agricoltura vigono speciali classificazioni nei riguardi della posizione nella professione (353-1). Tra i conduttori agricoli 1 che gestiscono un’azienda agricola, forestale, ecc., si distingue in particolare, fra conduttore proprietario 2, che coltiva terra propria, conduttore affittuario 3, che coltiva terra altrui dietro corresponsione di un canone d’affitto, generalmente pagato in contanti, e mezzadro 3, che in cambio del terreno e del capitale messi a disposizione dal proprietario divide con questi in vario modo i frutti della coltivazione (inizialmente a metà, da cui l’etimologia). Si possono designare semplicemente come lavoratori agricoli 4 i lavoratori dipendenti dell’agricoltura i quali non siano conduttori o coadiuvanti (353-5).

  • 1. I termini coltivatore e agricoltore sono generalmente impiegati in tal senso; ma possono assumere il significato generico di lavoratori agricoli. Si distingue fra conduttore coltivatore e conduttore non coltivatore, a seconda che il conduttore agricolo impieghi o meno l’opera manuale propria e, eventualmente, dei propri familiari. Nel secondo caso si parla anche di imprenditori agricoli. Agricoltore è termine di significato impreciso. Sempre più usata, nel linguaggio corrente, è l’espressione coltivatore diretto per indicare il conduttore coltivatore.
  • 4. I lavoratori dipendenti dell’agricoltura si dividono in varie categorie: salariati fissi, a contratto annuo, giornalieri agricoli, assunti a giornata, stagionali agricoli (cfr. 150-5*) assunti a stagione.

357

La popolazione attiva (350-1) può anche venire classificata per settore di attività economica 1 o, più analiticamente, per ramo di attività economica 1 nel quale l’individuo esercita la propria professione (352-2).
Questa classificazione si basa essenzialmente su quella delle ditte 2, o aziende 2, realizzata in base al loro ruolo economico. Si attribuisce a questo proposito grande importanza alla ripartizione fra popolazione attiva del settore agricolo 3, e popolazione attiva dei settori non agricoli 4. Da notare che il gruppo dei funzionari e assimilati 5 costituito dagli impiegati (354-3) civili dell’amministrazione pubblica, e dai membri delle forze armate 6 è generalmente considerato come categoria particolare della popolazione attiva dei settori non agricoli. Nella classificazione per grandi gruppi di attività, vengono distinti tre settori, il settore primario 7 (agricoltura, pesca, minerario), il settore secondario 8 (industrie di trasformazione) ed il settore terziario 9 (produzione di servizi). Nelle economie in via di sviluppo, si può classificare separatamente il settore tradizionale 10 di produzione.

  • 1. L’impiego in tal senso delle denominazioni: professione, professione collettiva, ramo di attività professionale, e gruppo professionale, è da evitare (cfr. § 352).
  • 2. Un’azienda può comprendere diversi stabilimenti, eventualmente di diversa natura.

358

Secondo l’origine dei loro mezzi di esistenza, gli appartenenti alla popolazione non attiva (350-2*) potranno essere ripartiti in persone a carico 1 o dipendenti 1 e persone non a carico 2. Le prime dipendono per il loro mantenimento da altra persona, che è la loro fonte di entrata 3, o il loro sostegno economico 3(cfr. 111-3) — tale è, per esempio, il caso delle casalinghe (350-4) e dei bambini a carico 4. Si presume che un individuo non a carico disponga di mezzi sufficienti per il proprio sostentamento. In quest’ultima categoria di persone si potranno distinguere, in particolare, i proprietari 5 che vivono del prodotto del loro patrimonio, i pensionati 6, le cui risorse provengono da un’attività svolta precedentemente, e le persone a carico della pubblica assistenza 7, che sono persone sprovviste di un patrimonio e di un sostegno economico, alle quali la collettività accorda dei sussidi per vivere. Inabile al lavoro 8 è una persona la cui capacità lavorativa è ridotta o nulla. Il rapporto tra la popolazione non attiva e la popolazione attiva è detto indice di dipendenza economica 9.

  • 1. Dipendente, ppr. ff. agg. e s.m. - dipendenza, s.f.
  • 6. pensionato (agg. e s.m.) è solo chi riceve una pensione (s.f.) — la quale può essere, in particolare, una pensione d’invalidità od una pensione di anzianità o vecchiaia, non ognuno che si sia ritirato dalla vita economicamente attiva (361-4).
  • 9. Il rapporto tra la popolazione non adulta [giovani (324-3*) e vecchi (324-8)] e la popolazione adulta (324-5) è talvolta denominato indice di dipendenza; questa espressione dovrebbe essere evitata per non confondere detto rapporto con l’indice di dipendenza economica.

359

Volendo ripartire il complesso della popolazione di un Paese secondo il settore di attività economica (357-1) da cui ognuno trae i propri mezzi di esistenza, le persone a carico (358-1) possono essere incluse nel settore di appartenenza del loro sostegno economico (358-3). Sulla base di convenzioni sulla classificazione degli altri inattivi, si può quindi numericamente definire la popolazione vivente di 1 ..., o popolazione dipendente da 1... uno od altro settore. È così che viene definita in particolare la popolazione che vive dell’agricoltura 2. Talvolta, con lo stesso significato, si usa l’espressione popolazione agricola 2, nonostante questa espressione sia talvolta utilizzata come sinonimo di 357-3. Il resto della popolazione è definita con l’espressione popolazione non agricola 3.

  • 2. Non si confonda popolazione agricola e popolazione rurale (311-3).

360

Gli infermi 1 sono talvolta oggetto di attenzione particolare nei censimenti. Essi sono classificati in base all’infermità 2, per quanto le informazioni raccolte lo consentano. Si distingue generalmente tra infermità fisiche 3 (per es. cecità, sordità) ed infermità mentali 4 (per es. : demenza).

361

L’analisi completa della vita attiva 1 degli individui comprende lo studio dell’ingresso nell’attività 2 da parte dei non attivi (350-2*), distinguendo eventualmente coloro che non sono mai stati attivi da coloro che hanno già vissuto un periodo di attività, e lo studio dell’uscita dall’attività 3 da parte degli attivi (350-1*), distinguendo, se i dati lo permettono, la causa di cessazione, malattia, decesso, pensionamento 4, interruzione. Un tale studio si realizza per generazione o per contemporanei, attraverso tassi di ingresso in attività 5 o probabilità di ingresso in attività 6, e tassi di uscita dall’attività 7 o probabilità di uscita dall’attività 8, distinguendo se possibile per causa di cessazione; tutti questi indicatori sono calcolati per età o per classi di età.

362

A partire da questi indicatori si possono costruire delle tavole di attività 1, per generazioni o per contemporanei (cfr. § 153-), contenenti, oltre alla serie delle probabilità menzionate nel paragrafo precedente, la distribuzione delle età di ingresso in attività 2 e quella delle età di uscita dall’attività 3, se possibile per ogni causa, considerando o meno la mortalità; le corrispondenti età medie di ingresso in attività 4 e le età medie di uscita dall’attività 5; e le speranze di vita attiva 6: speranza lorda di vita attiva 7, in assenza di mortalità, speranza netta di vita attiva 8, in presenza di mortalità. Ognuna di queste speranze di vita attiva esprime il numero medio di anni di attività che restano da vivere, nelle ipotesi adottate, dagli attivi (350-1 *) dell’età considerata. Se quest’ultima è l’età di ingresso nell’attività, la speranza di vita attiva corrispondente è la durata media della vita attiva 9 degli individui entrati in attività a questa età; è possibile calcolare un indicatore analogo per l’insieme delle età di ingresso in attività, occorre in tal caso precisare che si tratta di questo insieme.

  • 1. Allo stato attuale dell’osservazione e dell’analisi, queste tavole sono state costruite solo nei casi in cui le interruzioni, o cessazioni temporanee dell’attività, sono in proporzione trascurabile, questo è più o meno il caso della popolazione maschile. Per il sesso femminile, la frequenza delle interruzioni di attività complica molto l’analisi e bisognerà distinguere il primo ingresso in attività, o inizio dell’attività, dagli altri ingressi, o ripresa dell’attività.


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Capitolo | Generalità indice 1 | Elaborazione delle statistiche demografiche indice 2 | Stato della popolazione indice 3 | Mortalità e morbosità indice 4 | Nuzialità indice 5 | Fecondità e fertilità indice 6 | Movimento generale della popolazione e riproduttività indice 7 | Migrazioni indice 8 | Demografia e problemi economico-sociali indice 9
Sezione | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 20 | 21 | 22 | 23 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 40 | 41 | 42 | 43 | 50 | 51 | 52 | 60 | 61 | 62 | 63 | 70 | 71 | 72 | 73 | 80 | 81 | 90 | 91 | 92 | 93


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