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Da Demopædia.


Limiti di responsabilità : Le definizioni contenute nel Dizionario sono largamente condivise tra gli studiosi di demografia e non impegnano in alcun modo la responsabilità delle Nazioni Unite.

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Introduzione a Demopædia
Istruzioni per l'uso
Prefazione
Avvertenza alla versione stampata
Indice
Capitoli : 1. Generalità (indice del primo capitolo, sezioni : 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16)
2. Elaborazione delle statistiche demografiche (indice del secondo capitolo, sezioni : 20, 21, 22, 23)
3. Stato della popolazione (indice del terzo capitolo, sezioni : 30,31, 32 | 33 | 34 | 35)
4. Mortalità e morbosità (indice del quarto capitolo, sezioni : 40, 41, 42, 43)
5. Nuzialità (indice del quinto capitolo, sezioni : 50 | 51 | 52)
6. Fecondità e fertilità (indice del sesto capitolo, sezioni : 60, 61, 62, 63)
7. Movimento generale della popolazione e riproduttività (indice del settimo capitolo, sezioni : 70, 71, 72, 73)
8. Migrazioni (indice dell'ottavo capitolo, sezioni : 80, 81)
9. Demografia e problemi economico-sociali indice del nono capitolo, sezioni : 90, 91, 92, 93)



Demografia e problemi economico-sociali

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La demografia economica e sociale (cf. 104-1 e 104-2) studia, da un lato, le conseguenze economiche e sociali dei fenomeni demografici e, d’altro lato, gli effetti demografici dei fattori economici e sociali. Le relazioni esistenti tra la popolazione e le risorse 1 di cui essa dispone, anziché tra la popolazione e la produzione 2 di beni e servizi, costituiscono importanti argomenti di studio della demografia economica. Recentemente, l'attenzione si è spostata ai rapporti tra la crescita della popolazione 701-1, e le sue componenti, e lo sviluppo economico 903-1, in particolare riguardo al consumo 3, al risparmio 4 e agli investimenti 5, e si osserva in particolare nel mercato del lavoro 6.

902

I termini sovrappopolamento 1, o sovrappopolazione 1, da una parte, e sottopopolamento 2, o sottopopolazione 2, d’altra parte, (cf. 811-6*), esprimono rispettivamente le nozioni quantitative di eccesso e di scarsità di popolazione in un dato territorio (301-2). Queste nozioni non hanno senso che per un certo livello di sviluppo 3 (cf. 903-1); esse possono essere utilizzate con riferimento a un ottimo di popolazione 4, o popolazione ottimale 4; con questa espressione si intende la numerosità di popolazione che sarebbe maggiormente vantaggiosa per gli abitanti del territorio considerato, ottimo che dipende dalla natura dei benefici previsti. È così che si può definire un ottimo economico 5 come il numero ideale di abitanti di un determinato territorio, che procurerebbe a quest’ultimo il massimo livello di benessere materiale. Tale benessere è generalmente assimilato al livello di vita 6, il quale è generalmente caratterizzato dal reddito reale medio pro-capite 7.

  • 1. Sovrappopolazione, s.f. o sovrappopolamento, s.m. - sovrappopolato, agg.
  • 2. Sottopopolazione, s.f o sottopopolamento, s.m. - sottopopolato, agg.
  • 4. Ottimo, agg. - ottimo, agg.
  • 5. Parallelamente all’ottimo economico, si può definire l’ottimo di potenza, corrispondente alla popolazione che assicurerebbe la potenza militare massima allo Stato considerato, e degli ottimi sociali, che permetterebbero di dispensare agli abitanti i maggiori benefici sociali di un certo tipo.

903

La presa in considerazione della nozione di sviluppo economico 1, o più precisamente di ritmo di sviluppo economico 1 (cf. 902-3), conduce a far corrispondere ad ogni tipo di ottimo statico (cf. 902-5*) un tipo di accrescimento ottimale 2, o ritmo ottimale di accrescimento 2, della popolazione, definito come la velocità di accrescimento (cf. 702-1) che sarebbe maggiormente vantaggiosa, a partire da una data situazione di fatto. Queste nozioni presentano un interesse particolare per i Paesi in via di sviluppo 3, o a Paesi a sviluppo insufficiente 3, o Paesi sotto-sviluppati 3, il cui grado di sviluppo (902-3) è debole.

904

Si intende generalmente per massimo di popolazione 1 di un determinato territorio (301-2) la popolazione (101-7) maggiormente numerosa che sarebbe teoricamente possibile far vivere su detto territorio, tenuto conto delle risorse (901-1) offerte dallo stesso, da una parte, e, d’altra parte, del tenore di vita (902-6) minimo ammissibile per il o i popoli (333-3) considerati. La nozione di minimo di popolazione 2, invece, esclude ogni riferimento ad un territorio e ad un popolo determinati, se non per specificare le condizioni dell’ambiente fisico (climatico, in particolare) e sociale (usi matrimoniali, per es.) che influenzano il processo biologico di riproduzione (710-1) della specie. La si definisce in effetti come il più piccolo gruppo di esseri umani che sia compatibile con la sopravvivenza del gruppo 3, in altre parole che non rischia di sparire in seguito a modifiche aleatorie di struttura (101-2) che compromettono l’equilibrio delle popolazioni numericamente troppo esigue.

  • 1. Massimo, adj. - massimo, s.m. ff. adj.
    L’espressione spazio vitale è stata utilizzata in dottrina, per designare la superficie territoriale indispensabile alla vita di una popolazione di numerosità data.
  • 2. Minimo, adj. - minimo, s.m. ff. adj.

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La locuzione pressione demografica 1 evoca l’idea di un rapporto tra la numerosità (101-7) della popolazione e le risorse (901-1) di cui essa dispone: dire che tale pressione è forte o debole su di un determinato territorio (301-2), equivale ad esprimere l’opinione che la popolazione (101-7) di questo territorio è vicina o lontana rispetto al massimo compatibile con le risorse che sono effettivamente a sua disposizione. Secondo la teoria malthusiana della popolazione 2, chiamata così dal nome di Malthus, suo autore, la popolazione farebbe di continuo pressione sui mezzi di sussistenza 3, in altre parole tenderebbe costantemente a crescere fino al massimo compatibile con le risorse alimentari di cui dispone. Qualunque modifica del volume globale di tali risorse provocherebbe pertanto uno spostamento dall'equilibrio demografico 4 particolare così definito, il quale corrisponde a un tenore di vita (902-6) vicino al minimo fisiologico 5. Tutto ciò si produrrebbe attraverso un meccanismo di ostacoli alla crescita della popolazione (cf. § 701-). L'equilibrio demografico è mantenuto se è possibile evitare ogni eccesso di popolazione 10. Malthus classificava questi ostacoli in due categorie: da una parte, gli ostacoli repressivi 6, che agiscono nel senso della distruzione – aumentando la mortalità (401-1) – , e spesso chiamati ai nostri giorni ostacoli malthusiani 6, costituiti essenzialmente dalle carestie, dalle epidemie e dalle guerre; d’altra parte, gli ostacoli preventivi 7, suscettibili di frenare la crescita naturale della popolazione diminuendo la natalità (601-1). D'altronde, il solo ostacolo preventivo che Malthus considerava come ammissibile, era costituito dal freno morale 8 che gli individui si auto imporrebbero, associando il prolungamento del celibato 9 alla continenza (627-4).

  • 5. Notare che l’espressione livello delle sussistenze si riferisce, in francese, ad un livello di popolazione, comparabile alla nozione di massimo di popolazione (904-1), mentre l’espressione inglese "subsistence level" si riferisce ad un tenore di vita.

906

Si designa con il nome di malthusianesimo 1, nell’accezione originale del termine, una dottrina sociale fondata sulla teoria demografica di Malthus (cf. 905-2), e che preconizza la sostituzione di ostacoli preventivi (905-7) agli ostacoli repressivi (905-6), per frenare la crescita delle popolazioni (cf. § 701-). Per estensione, il termine malthusianesimo è diventato anche, attualmente, sinonimo di neomalthusianesimo 2, termine creato per sottolineare la deviazione rispetto alla concezione di Malthus, e con il quale si designa una dottrina che preconizza l’utilizzo della contraccezione (627-1), se non addirittura dell’aborto (nel senso di 604-2) e in certi casi della sterilizzazione (631-1), sia per frenare la crescita della popolazione, sia per finalità completamente diverse (edonistiche, per es.).

  • 1. Malthusianesimo, s.m. - malthusiano, adj. : relativo o conforme al malthusianesimo; ff. s.m. : adepto del malthusianesimo.
    In senso largo, i termini malthusianesimo e maltusiano sono correntemente utilizzati, in particolare dagli economisti, come sinonimi di restrizionismo e restrizionista.
  • 2. Neomalthusianesimo, s.m. - néomalthusieneomalthusiano, adj. : relativo o conforme al meomalthusianesimo; ff. s.m. : adepto del neomalthusianesimo.

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Si è attribuito il nome di transizione demografica 1, o rivoluzione demografica 1, ad un processo evolutivo, osservato in un gran numero di popolazioni a partire dal XVIII secolo, processo caratterizzato da una diminuzione importante della mortalità (401-1) e della natalità (601-1). La transizione demografica fa passare le popolazioni dal regime demografico antico 2, caratterizzato da una natalità e da una mortalità elevate, al regime demografico moderno 3, a natalità e mortalità contenute. Alcuni autori hanno associato questo processo all’industrializzazione dei Paesi considerati, e sottolineato l’intervallo temporale che separa generalmente la diminuzione della mortalità da quella della natalità; la prima precedendo generalmente la seconda, ne risulta una fase detta di crescita transitoria 4 (cf. § 701-), durante la quale la popolazione cresce molto più rapidamente rispetto ai periodi rispettivamente precedente e successivo. L’attenzione degli economisti si è rivolta ai cambiamenti di produttività 5, o di produzione (901-2) per individuo, legati a tale processo evolutivo.


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Capitolo | Generalità indice 1 | Elaborazione delle statistiche demografiche indice 2 | Stato della popolazione indice 3 | Mortalità e morbosità indice 4 | Nuzialità indice 5 | Fecondità e fertilità indice 6 | Movimento generale della popolazione e riproduttività indice 7 | Migrazioni indice 8 | Demografia e problemi economico-sociali indice 9
Sezione | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 20 | 21 | 22 | 23 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 40 | 41 | 42 | 43 | 50 | 51 | 52 | 60 | 61 | 62 | 63 | 70 | 71 | 72 | 73 | 80 | 81 | 90 | 91 | 92 | 93